Non facciamo in tempo a festeggiare il lavoro, che torniamo a contare i feriti. E questo non può più passare inosservato.
02 May 2026
Nemmeno il tempo di archiviare il 1 maggio, la Festa dei Lavoratori, che ci ritroviamo, ancora una volta, a fare i conti con chi, lavorando, rischia davvero. Senza soluzione di continuità, si aggiorna una conta silenziosa fatta di colleghi feriti, di interventi che non finiscono quando termina il turno, di responsabilità che non si possono rimandare.
Nella notte tra il 1 e il 2 maggio, a Livorno, un equipaggio ATPI è stato coinvolto in un grave incidente durante un servizio. La dinamica è in fase di accertamento, ma resta un dato che non può essere ignorato: chi opera su strada lo fa ogni giorno esponendosi a rischi concreti, spesso sottovalutati.
Tra i militari coinvolti anche un nostro dirigente. A lui e a tutti i Baschi Verdi del Gruppo di Livorno va un pensiero sincero, che non ha bisogno di enfasi né di visibilità: auguri di pronta e completa guarigione.
Ma fermarsi agli auguri non basta. Per questo sono state immediatamente attivate, per gli iscritti, tutte le tutele legali e le forme di assistenza previste. Perché sappiamo bene che, troppo spesso, al danno fisico si aggiunge un percorso amministrativo complesso, lungo, a tratti logorante. Ed è proprio lì che si misura la differenza tra essere soli e avere una struttura che lavora, ogni giorno, per garantire una tutela reale, concreta, a 360°.
Non si tratta di apparire. Si tratta di esserci, prima, durante e dopo. Perché il riconoscimento di un infortunio, la gestione dell’ iter sanitario non deve trasformarsi in un calvario.
Perché chi protegge lo Stato merita di essere protetto davvero.
E perché dietro ogni uniforme c’è una persona, una famiglia, una storia che non può diventare solo un numero nell’ennesimo bollettino.
La sicurezza non è uno slogan. È un diritto.










