FESI 2025: LA PROPAGANDA E I FATTI

17 Feb 2026

Con senso di responsabilità, nei momenti importanti (contratti, FESI, ecc.) abbiamo cercato (ora anche insieme al SIAF) di superare le differenze, per cercare di dare forza alle nostre rivendicazioni e ottenere il massimo del risultato per i finanzieri. La sintesi si può ottenere solo attraverso il confronto e non certo con il protagonismo da social media.

Ci siamo riusciti? A volte sì, a volte meno, a volte per niente, ma non sono mai mancati chiarezza, trasparenza e rispetto.

C’è chi invece, alla ricerca di facile consenso, preferisce il populismo e la tattica del “bastian contrario”: annunci roboanti, toni urlati, comunicazioni autocelebrative spesso basate sul nulla e azioni presuntuose: come disertare il confronto con il nostro Sottosegretario, solo perché derivato da un’iniziativa di altri. Un atteggiamento che istiga la frammentazione e conduce all’isolamento e, di conseguenza, all’irrilevanza.

Per il bene dei finanzieri, ci dissociamo da questa deriva. 

In merito alle trattative FESI 2025 rappresentiamo che si è conclusa solo la fase preliminare, mentre la fase ufficiale è appena iniziata.

Nella fase preliminare si è appreso che le risorse suppletive rispetto al FESI 2024 erano pari a soli 213.992,00 euro su un complessivo di oltre 83 milioni di euro.

A fronte di risorse aggiuntive estremamente limitate, si è ritenuto non dilatare oltre la fase preliminare con richieste di proiezioni di micro proposte e di passare alla fase ufficiale della trattativa per permettere di pagare al più presto il FESI 2025.

In questo contesto, si inserisce la strumentale posizione di SINAFI, che prima ha chiesto la quantificazione di un premio per una sola micro categoria di personale (poche unità a cui aveva evidentemente già venduto il risultato) e poi, per mascherare l’interesse di bottega e presentarsi come portatore di interessi degli specializzati, ha chiesto la quantificazione di un premio per diverse specializzazioni, consapevole che il fabbisogno sarebbe stato superiore alle risorse disponibili e quindi attuabile solo con una penalizzazione del resto del personale. Un modo furbesco di giustificare il proprio fallimento. 

La fase ufficiale delle trattative si è aperta ieri con la trasmissione della proposta del Comando Generale identica a quella dello scorso anno. 

In questo contesto, ragioneremo con l’obiettivo di mettere in tasca ai colleghi il FESI 2025 già nel prossimo mese di maggio e con la consapevolezza che, con risorse così ristrette, riconoscere un irrisorio beneficio (poche decine di euro lorde l’anno) solo a una o a pochissime specializzazioni, significherebbe allungare i tempi di pagamento del FESI e operare una distinzione nei confronti delle altre specializzazioni che rimarrebbero escluse e nei confronti del personale che opera:

  • nei Reparti territoriali,
  • nella Polizia Economico-Finanziaria,
  • negli SCICO e GICO,
  • nei Reparti Aeronavali,
  • nei servizi operativi e logistici;
  • e in tutte le altre articolazioni che costituiscono l’ossatura dell’Amministrazione.

Esiste un’unica grande realtà fatta di donne e uomini che svolgono attività operative altamente impegnative, così come quelli dei reparti territoriali e investigativi. Ognuno rappresenta un ingranaggio indispensabile per il funzionamento dell’Amministrazione. Distribuire le poche risorse a disposizione, premiando solo pochissime categorie di personale rischierebbe solo di dividere i finanzieri.

Riteniamo che la vera demagogia sia quella di sbandierare un risultato che non sarebbe stato possibile con la loro proposta (pagamento a maggio!) e allo stesso tempo strumentalizzare il personale specializzato per inseguire il facile consenso immediato e giustificare i propri fallimenti. Crediamo che le categorie di colleghi oggetto di questa strumentalizzazione non meritino di essere trattati così!

Noi scegliamo una strada diversa. La strada della serietà, della responsabilità e dell’unità.

Continueremo, come sempre, a portare ai tavoli le istanze che arrivano dal territorio, da tutti i reparti, con rispetto verso tutti e senza cedere alla logica delle contrapposizioni.

Le urla e la propaganda le lasciamo ad altri.

Noi lavoriamo per i finanzieri.

Roma, 17 febbraio 2026