Caro carburanti, USIF chiede al Governo di considerare anche il costo della mobilità dei finanzieri
31 Aug 2026
Nei giorni scorsi l’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF) ha scritto al Ministro dell’Economia e delle Finanze, On. Giancarlo Giorgetti, e al Comandante Generale della Guardia di Finanza per richiamare l’attenzione su un problema che incide concretamente sul reddito disponibile di migliaia di finanzieri: il costo necessario per raggiungere la sede di servizio.
USIF guarda con favore alle iniziative del Governo volte a contenere gli effetti del caro carburanti sulle famiglie, ma ritiene che eventuali misure di sostegno non possano essere valutate esclusivamente sulla base del reddito o dell’ISEE.
Per il personale della Guardia di Finanza, infatti, l’utilizzo dell’automobile privata può essere una necessità determinata direttamente dall’organizzazione del servizio.
Sedi di lavoro distanti dalla residenza, turni notturni e festivi, ingressi anticipati, conclusioni del servizio in orari nei quali il trasporto pubblico è assente o incompatibile con le esigenze operative: sono condizioni che, per molti appartenenti al Corpo, rendono l’auto indispensabile per poter raggiungere il posto di lavoro e garantire il servizio alla collettività.
Non si tratta, quindi, di una scelta di comodità, ma di un costo spesso necessario e difficilmente comprimibile.
Per questo USIF chiede al Governo di considerare, nelle future misure di sostegno, anche l’effettiva incidenza della mobilità sul bilancio familiare, attraverso criteri che tengano conto della distanza tra residenza e sede di servizio, della frequenza degli spostamenti, della disponibilità del trasporto pubblico e dell’articolazione dei turni e degli orari di lavoro.
Due lavoratori con lo stesso reddito possono infatti trovarsi in condizioni economiche molto diverse: uno può raggiungere il posto di lavoro con i mezzi pubblici, mentre l’altro può essere costretto a percorrere ogni giorno decine di chilometri in automobile per rispettare gli orari di servizio.
USIF non chiede privilegi né corsie preferenziali per la categoria. Chiede equità.
Gli aiuti devono essere selettivi, ma non possono essere ciechi rispetto ai costi necessari per lavorare.
Per questa ragione, l’Unione Sindacale Italiana Finanzieri ha chiesto anche l’apertura di un confronto con le rappresentanze sindacali del comparto sicurezza e difesa, affinché le eventuali misure di sostegno possano essere costruite conoscendo concretamente le condizioni operative del personale.
«Non chiediamo privilegi. Chiediamo che venga riconosciuto il costo necessario che molti finanzieri devono sostenere per poter raggiungere la sede di servizio e garantire ogni giorno un servizio essenziale alla collettività.»
USIF continuerà a sollecitare risposte concrete, affinché il tema del caro carburanti venga affrontato considerando non soltanto quanto si guadagna, ma anche quanto si è costretti a spendere per poter lavorare.











