Palazzo Chigi, USIF incontra il Vicepremier Antonio Tajani: basta rinvii, servono previdenza, dignità economica e risposte concrete per i finanzieri

20 Mar 2026

Nella giornata di ieri, USIF – Unione Sindacale Italiana Finanzieri, primo sindacato della Guardia di Finanza, unitamente alle sigle maggiormente rappresentative dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, è stata audita a Palazzo Chigi nel corso di un confronto istituzionale con il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.

Nel corso dell’audizione, USIF ha rappresentato con determinazione le principali criticità che da tempo denunciamo e che oggi non possono più essere rinviate.

Previdenza dedicata: non c’è più tempo

Tra i temi centrali posti da USIF vi è quello della previdenza dedicata per il personale del Comparto Sicurezza e Difesa.

Abbiamo ribadito con assoluta chiarezza che non esiste più margine per ulteriori ritardi: è indispensabile un intervento immediato e strutturale per garantire tutele reali a chi serve lo Stato in condizioni di sacrificio, rischio e disponibilità permanente.

Contratto: risorse insufficienti, servono dignità e rispetto

USIF ha evidenziato con forza come le risorse oggi previste per il rinnovo contrattuale siano del tutto insufficienti.

Parlare di incrementi che, per questa annualità, si traducono in circa 9 euro netti mensili, significa mortificare il personale e non riconoscere la specificità del nostro lavoro.

Per noi la dignità dei colleghi non è solo un principio astratto: è dignità professionale, ma anche e soprattutto dignità economica.

Per questo abbiamo chiesto che il Governo intervenga:

• in forma diretta, aumentando concretamente le risorse destinate al contratto;

• in forma indiretta, attraverso misure di defiscalizzazione su voci fondamentali del trattamento economico.

Defiscalizzazione: una leva concreta per aumentare subito il netto

USIF ha posto tra le priorità il tema della defiscalizzazione, che rappresenta una delle leve più efficaci per dare da subito una risposta reale ai colleghi.

Abbiamo chiesto di intervenire sulla:

• defiscalizzazione degli aumenti contrattuali;

• defiscalizzazione dello straordinario;

• defiscalizzazione delle indennità accessorie, comprese quelle legate ai servizi operativi.

Si tratta di una misura concreta, capace di aumentare il netto in busta paga senza scaricare tutto il peso esclusivamente sul rinnovo contrattuale.

Fondi extracontrattuali e buono pasto: 7 euro non sono più accettabili

Accanto alle risorse contrattuali, abbiamo chiesto di prevedere fondi extracontrattuali per incrementare il valore delle indennità accessorie.

Un esempio emblematico è il buono pasto, fermo a 7 euro, una cifra ormai imbarazzante e del tutto scollegata dal costo reale della vita.

Anche su questo serve una scelta politica immediata: non si può continuare a chiedere sacrifici ai colleghi senza garantire nemmeno condizioni minime di dignità quotidiana.

Carenza di organico: servono i Finanzieri ausiliari

Altro tema prioritario sollevato da USIF è la gravissima carenza di organico, che pesa ormai in modo insostenibile sui reparti.

Per dare una risposta immediata e concreta, abbiamo proposto l’introduzione dei Finanzieri ausiliari, sul modello già sperimentato in altri Corpi.

Questa soluzione consentirebbe di:

• bandire concorsi in tempi rapidissimi;

 immettere in servizio forze fresche e giovani;

• dare ossigeno ai reparti, soprattutto nei ruoli più scoperti;

• affrontare in particolare la criticità del ruolo Appuntati e Finanzieri, oggi tra i più penalizzati.

Ricongiungimento familiare: una misura di giustizia, a costo zero

USIF ha inoltre indicato un’altra misura di buon senso e a costo zero, che chiediamo da anni: il ricongiungimento familiare per i colleghi appartenenti allo stesso Comparto.

È inammissibile che uomini e donne dello Stato, chiamati ogni giorno a garantire sicurezza, legalità e presenza sul territorio, vedano di fatto compromesso il loro diritto costituzionale alla famiglia.

Garantire il ricongiungimento significa tutelare la persona, la famiglia e, di conseguenza, anche l’efficienza del servizio.

Indennità di controllo del territorio: basta disparità

USIF ha inoltre denunciato ancora una volta l’annosa questione dell’indennità di controllo del territorio per il personale della Guardia di Finanza.

Ancora oggi, i colleghi della Guardia di Finanza che svolgono servizi di controllo del territorio, a parità di impiego operativo, di rischio e di sacrificio, non percepiscono le stesse indennità riconosciute al personale della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.

Si tratta di una disparità ingiusta, incomprensibile e non più tollerabile, che penalizza i finanzieri pur in presenza di attività del tutto analoghe sotto il profilo operativo.

USIF chiede con forza il superamento immediato di questa sperequazione, nel nome dell’equità, della pari dignità tra Forze di Polizia e del giusto riconoscimento economico per chi ogni giorno garantisce sicurezza e presidio sul territorio.

Straordinario: torni all’origine perché le storture del sistema non devono ricadere sulla pelle dei colleghi

USIF ha rappresentato la criticità dello straordinario: serve una revisione complessiva affinché lo straordinario torni ad essere utilizzato per per com’era all’origine e non per coprire le carenze organiche dovute al blocco del turn-over. Non si può più pretendere che i colleghi stiano dalla mattina alla sera dentro le caserme con straordinario sottopagato. Serve una riforma complessiva.

No a firme frettolose su un contratto al ribasso

USIF ha espresso con chiarezza la propria posizione anche rispetto a chi, nel Comparto, spinge per una firma immediata del contratto.

Noi diciamo con forza che non si può firmare un contratto al ribasso, che scarica sui colleghi un aumento irrisorio e privo di reale impatto.

A queste condizioni, USIF non firmerà alcun contratto senza una chiara e preventiva risposta politica sulle risorse e sulle misure strutturali necessarie.

Firmare oggi senza garanzie significherebbe certificare l’ennesima mortificazione per il personale.

La politica scelga da che parte stare

USIF ha ribadito a Palazzo Chigi che il personale del Comparto Sicurezza e Difesa non chiede privilegi, ma rispetto, equità e risposte concrete.

Le priorità sono chiare:

• previdenza dedicata subito;

• più risorse per il contratto;

• defiscalizzazione di aumenti, straordinari e indennità;

• aumento del buono pasto e delle indennità accessorie con fondi extracontrattuali;

• introduzione dei Finanzieri ausiliari per fronteggiare la carenza di organico e revisione dello straordinario.

Inoltre USIF ha rappresentato che una ulteriore leva per aumentare il potere d’ acquisto dei colleghi potrebbe essere la previsione di una aliquota regionale IRPEF unica  per tutto il territorio Nazionale  prendendo a base  quella della regione  più vantaggiosa.

USIF continuerà a sostenere con determinazione ogni iniziativa utile a garantire dignità retributiva, tutele previdenziali e condizioni di servizio più giuste per i finanzieri. Ora la politica scelga da che parte stare: dalla parte di chi ogni giorno serve lo Stato, oppure dalla parte dei rinvii.